mercoledì 9 aprile 2008

Futuro prossimo?

E' sinceramente difficile proiettare in un'idea prospettica del futuro (medio, lungo, ... quanto?) gli accadimenti che stanno mettendo in discussione le nostre abitudini riguardo l'energia, il suo utilizzo, l'economia basata sul suo basso costo, l'abuso del territorio e dell'ambiente.
Purtroppo viviamo in un sistema finito (terra) che sta già dando preoccupanti segnali di criticità che imporranno, nel prossimo futuro, dei cambiamenti radicali al nostro modo di vivere (o di sussistere).

Per la mia formazione sono abituato a ragionare in termini di ere. La mia ottica di medio lungo periodo non credo che coincida con la sua (Rocco), so però che le conseguenze dei miei comportamenti attuali ricadranno su tempi lunghi, e so ad esempio che la CO2 prodotta in questo momento da una mia azione si sommerà a quella esistente in atmosfera e contribuirà all'incremento dell'effetto serra per altri 200 anni.
Ma so anche che domani o dopo domani (secondo alcuni scenari ipotizzati nelle pubblicazioni dell'IPCC dello scorso anno) rischierò seriamente di dover prendere una barchetta per avvicinarmi alle scale e salire al mio appartamento (... ma per quel momento l'assemblea avrà già previsto di cambiare il nome al condominio da "Il Portico" a "La Palafitta").
Se cominciamo ORA a cambiare il modo di usare le risorse probabilmente non ne vedremo i risultati e dovremo per forza adattarci ai cambiamenti in corso, ma bisognerà pur cominciare in qualche modo! O vogliamo continuare a consumare e sperperare fino al crack planetario fregandocene delle prossime generazioni?
Per fortuna ("forse") ci verranno incontro le conseguenze del picco del petrolio e del gas che ci insegneranno a morigerare i consumi. (non continuo oltre altrimenti viene fuori la mia anima catastrofista, ma se vi va di parlarne...)

In quest'ottica a me sembra che la questione dell'aspetto esteriore delle palazzine sia la meno prioritaria; il risanamento delle strutture però non può essere rimandato.
E se vogliamo rifare le facciate non possiamo non pensare di intervenire anche sull'efficienza energetica, tanto più che, se diamo in mano tutta la progettazione e la gestione ad una ESCO, c'è anche il caso che non spendiamo niente (se non per gli interventi di ripristino e di estetica che ci competono).
La struttura del condominio non è stata proprio pensata per il risparmio delle risorse, sarà fatica ottenere un risultato ottimale, ma certamente si può fare qualcosa di importante.
Con questo blog possiamo scriverci e discutere quando vogliamo al di là dei tempi dell'assemblea, potremmo anche muoverci per chiedere pareri ed ipotesi di fattibilità e parlarne con più cognizione (di solito sono consulenze gratuite).

Claudio Lanconelli

1 commento:

A.Ivaldi ha detto...

Sono tutte valide e condivisibili queste riflessioni.
Accanto a queste ne aggiungo alcune più prosaiche.
I conti del condominio sono per almeno 1/3 energetici: fanno, mal contati, 100.000 e spiccioli € l'anno.
Con l'andamento che hanno questi fatti il giorno d'oggi, non è previsione infondata un raddoppio sull'arco di 10 anni o poco più; un tempo abbastanza breve (per avere un termine di paragone la pittura delle facciate è durata più di 30 anni)!
Ha senso, per il bene dei nostri averi, domandarsi se si possa limitare questo disastro? Che sia tecnicamente fattibile è ormai scontato da innumerevoli esempi (esempio: http://www.agenziacasaclima.it/). Basta allora decidere di studiare il caso per le nostre situazioni.
La questione è banalmente venale, non etica come lo spunto di partenza. Trovo difficile capire il fatto che non raccolga un ampio interesse.